Carbonari presenti: Cina Calamita, Leo, Urbino Furio Lucio, Peppe, Pig e Ginius.
"Si c'era un po' meno de pepe a sta' carbonara un sette non glielo avrebbe tolto nessuno", così disse er Cina Calamita. Unanime fu er consenso dei carbonari riuniti da Carlone, in via della luce 5, Roma. Peccato perché la cremosità di questa carbonara era di tutto rilievo, degna della SUA tradizione, così come l'abbondanza del piatto, dato che carbonara è sinomimo pure di abbondanza.
L'eccesso di pepe, all'inizio non lo sentivamo tanto ma dopo due bocconi ci rovinò il piacere del piatto, era dovuto anche alla sua presenza nella pancetta stessa, non all'altezza, in questo caso, di un buon guanciale. Un' identica sensazione di fastidio legata al pepe l'avevamo provata nella precedente carbonarata da Enrico a Piazza Bologna. Tuttavia al confronto la carbonara di Carlone è risultata più buona. Anche in virtù dello spaghetto al dente, spesso di struttura, che poteva essere fatto in casa e di un buon pecorino, non eccessivamente salato come spesso capita.
Il condimento era piacevolmente cremoso, tanto che avevamo supposto che fosse stato inserito non solo l'uovo nella sua interezza, ma anche un tuorlo di rinforzo, così come previsto nella cosiddetta "sangiovannesca" (variante della carbonara descritta da Livio jannattoni (
ricetta)). Tuttavia chi ci serviva smentì la nostra supposizione, confermando che, come vuole la tradizione, dell'ovo nun se butta niente.
Vino in abbinamento: Novello Toscano 2008, carpineto. Abbiamo quindi provato anche l'abbinamento della carbonara con un vino novello.
L'abbinamento non è esaltante, ma non è neanche fallimentare.
Note: Cina calamita diceva che esiste uno strumentino, tipo un mixer, che sbatte le uova rapidamente e bene. Asseriva inoltre che il pecorino che va messo nello sbattuto d'uovo deve essere tagliato finissimo onde evitare che faccia grumi.
Leo infine si chiedeva: non è che la cremosita del condimento fosse dovuta ad un tocco di farina?
Provato il 21 novembre 2008